
Ora entriamo nel merito della proposta
del progetto anno 2009, poi nella terza parte esamineremo l’evoluzione del 2013
con il progetto “faviniano” di fusione.


c)
Il progetto. Il progetto si
presentava articolato, avendo anche aspetti interessanti. Per esempio era
condivisibile il recupero della stazione di Luni; così altrettanto era
condivisibile la volontà di intervenire sulla viabilità in quel punto. Ma
questi aspetti condivisibili erano assai marginali, poiché l’elemento centrale
era rappresentato da: 1) l’urbanizzazione di una area agricola con edificazione
a favore di privati e conseguente realizzazione di adeguata e funzionale viabilità,
parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili; 2) la creazione di un nuovo grande edificio
pubblico polivalente.

e)
Il grande edificio pubblico polifunzionale. Il progetto prevedeva la
realizzazione di un parco urbano di circa 6.000 mq, con percorsi, aree
attrezzate, ripristino della vegetazione con integrazione delle alberature
esistenti, parcheggi, una piazza con sistemazione di gradinate per la
presentazioni di manifestazioni all’aperto, un edificio polifunzionale di circa 800 mq. Costo complessivo intervento: € 2.560.000 (ora potete comprendere perché con la fusione era
importante uscire dai vincoli del patto di stabilità!!!). La realizzazione
dell’opera comportava l’interessamento di terreni e infrastrutture di proprietà
diverse private, senza alcuna intenzione di esproprio (dati gli elevati costi)
ma progettata solo sulla base di semplici “dichiarazioni di intento rilasciate dagli interessati” … stupefacente!!!
Ma l’incredibile si scopre nella illustrazione del progetto quando si evidenzia
che “I costi di gestione sono stati
calcolati in circa 8.000€ all’anno” e quindi per abbattere tale costo si
pensava alla installazione di pannelli solari (sempre per prendere contributi
regionali … “anche accedendo alle risorse
previste dal bando regionale di cui DGR n. 1345
del 09.10.2009”), ma soprattutto la possibilità di darla in affitto: “Si prevede inoltre una entrata derivate
dall’affitto a terzi dall’area per iniziative organizzate da privati”. Come
sempre!!! Si spendono soldi pubblici e poi si danno in affitto le strutture per
poche migliaia di euro all’anno (vedi caso del centro sportivo). INCREDIBILE …
MA VERO!!! Cioè si costruiscono opere pubbliche, finanziate con soldi pubblici,
pagate con le tasse dei castelnovesi … e poi si concede in affitto o in
comodato gratuito al privato di turno!!! COMPLIMENTI !!! … e questo sarebbe un
esempio dell’essere di “sinistra”???
f)
La rotonda e la viabilità. La strada
provinciale Aurelia attraversa interamente ed in modo longitudinale il
territorio dei due comuni, quale elemento di collegamento nella direttrice
Sarzana-Carrara e di accesso alle zone interne, sia verso monte che verso
valle. Le situazioni di criticità della viabilità sono legate alla congestione
veicolare derivante dalla mancanza di percorsi alternativi, dalla presenza del
semaforo di Man di Ferro, dalla ridotta capacità di attraversamento della linea
ferroviaria per i collegamenti verso la piana di Luni, e dalla ristrettezza
delle arterie di penetrazione verso la collina (via Corso, via Indipendenza),
che si immettono sull’Aurelia creando situazioni di oggettivo pericolo. Queste
considerazioni e aspetti possono anche essere condivisibili, ma in sé, cioè se
staccati dal progetto sopra evidenziato, in quanto questo progetto ha natura “speculativa”
perché collegato all’esaltazione degli interessi privati a scapito e a carico di
quelli pubblici.
“È strano, ma vogliono arare la terra, e sono
malati di avidità. Hanno fatto molte leggi, e queste leggi i ricchi possono
infrangerle, ma i poveri no. Nella loro religione i poveri pregano, i ricchi
no. Tolgono denaro ai poveri e ai deboli per sostenere i ricchi e i potenti”.
(Toro Seduto).
... alla prossima Euro Mazzi

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