"Noi abbiamo viaggiato fin qui nei vagoni
piombati; noi abbiamo visto partire verso il niente le nostre donne e i nostri
bambini; noi fatti schiavi abbiamo marciato cento volte avanti e indietro alla
fatica muta, spenti nell'anima prima che dalla morte anonima. Nessuno deve
uscire di qui, che potrebbe portare al mondo, insieme col segno impresso nella
carne, la mala novella di quanto, ad Auschwitz, è bastato all'uomo di fare
all'uomo." (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).
Levi
in un’intervista dichiarò come: “fascismo
e nazismo sono sopravvissuti, in un modo o nell’altro, alla sconfitta della
seconda guerra mondiale: in ogni posto
nel mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell’uomo, la
sua uguaglianza, si va verso il sistema concentrazionario, e questa è una
strada difficile da fermare”.
La
"banalità del male"
secondo Hannah Arendt è perfettamente personificata da Eichmann, il quale aveva
il compito di coordinare il trasferimento dei prigionieri ebrei nei campi di
concentramento.