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lunedì 29 gennaio 2018

APATIA, PAURA E BANALITÀ DEL MALE

Il 27 gennaio (Giorno della Memoria) è occasione di cerimonie in ricordo della deportazione di milioni di persone (ebrei e non solo) e del loro sterminio. Il numero esatto di persone sterminate dal regime nazista è ancora oggetto di ricerche. Il calcolo del numero delle vittime dipende anche dal periodo preso in esame e dal modo in cui si definisce “l’olocausto”, o la “deportazione”, o la “repressione”; si tratta comunque di un vero e proprio assassinio di massa che porta il totale dei morti addirittura a superare i 17 milioni.

martedì 27 gennaio 2015

PER NON DIMENTICARE LA BANALITÀ DEL MALE …

"Noi abbiamo viaggiato fin qui nei vagoni piombati; noi abbiamo visto partire verso il niente le nostre donne e i nostri bambini; noi fatti schiavi abbiamo marciato cento volte avanti e indietro alla fatica muta, spenti nell'anima prima che dalla morte anonima. Nessuno deve uscire di qui, che potrebbe portare al mondo, insieme col segno impresso nella carne, la mala novella di quanto, ad Auschwitz, è bastato all'uomo di fare all'uomo." (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).
Levi in un’intervista dichiarò come: “fascismo e nazismo sono sopravvissuti, in un modo o nell’altro, alla sconfitta della seconda guerra mondiale: in ogni posto nel mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell’uomo, la sua uguaglianza, si va verso il sistema concentrazionario, e questa è una strada difficile da fermare”.
La "banalità del male" secondo Hannah Arendt è perfettamente personificata da Eichmann, il quale aveva il compito di coordinare il trasferimento dei prigionieri ebrei nei campi di concentramento.